Descrizione

«Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la

capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi

teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha

coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri

esseri (…) Cosicché essere colto, essere filosofo lo può chiunque».

Antonio Gramsci.

Una breve premessa per una altrettanto breve dichiarazione di intenti.La Federazione di Arezzo intende dotarsi di un adeguato strumento di confronto per lavorare accanto a quei Comunisti che, nel PCI,sono consapevoli del fatto che la crescita e il consolidamento del nostro Partito è l’unità di tutti i proletari, che si riconoscono nella storia del movimento operaio italiano, sono una cosa Sola. Ovviamente non ci chiudiamo al dialogo con altre forze e con differenti posizioni ideali e culturali. Non di meno questa pagina si rivolge in primo luogo a quanti hanno interesse a riflettere sulla deprimente parabola del movimento operaio italiano dopo il 20° Congresso Nazionale del P.C.I. del 1991. In quanto Comunisti non ci arrenderemo all’esistente e al minimalismo opportunista che individua il fine ultimo della storia in questa particolare fase della vita politica nazionale e internazionale. Nessun “santuario” da difendere a tutti i costi, ma il confronto dovrà evitare per principio atteggiamenti supponenti o, peggio ancora, intimidatori. Purché si rispettino i principi della buona educazione, non proporremo alcuna censura. Ma, sul piano del confronto politico, non tollereremoprese di posizione che mettano in discussione quelli che, per noi, costituiscono gli elementi dell’identità di ogni militante comunista degno di tale nome:l’anticapitalismo,l’antimperialismo,l’anticolonialismo,l’antifascismo.Questa pagina è aperta, perciò, al contributo di quanti sono davvero consapevoli che «il comunismo (…) non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. (…) Il comunismo <è>il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. (…).». (K. Marx, L’Ideologia Tedesca, Editori Riuniti, Roma 1972,pp. 24-25).

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